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	<description>Creazione siti web, sviluppo software e consulenza. Ma anche un blog per parlare di IT e novità del settore.</description>
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		<title>Ricerche più veloci con Google Instant</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Sep 2010 20:32:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonino Parisi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[E&#8217; apparso quasi per caso, di sicuro inaspettatamente (e senza preavviso) nel browser della maggior parte di voi. Sto parlando di Google Instant, l&#8217;ultima invenzione di Google che dimostra come il settore dei motori di ricerca sia in continua evoluzione.
Basta cominciare a scrivere nella usuale casella di ricerca che contemporaneamente cominciano ad apparire i primi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div align="right" style="float: right; padding: 0px 0px 5px 5px;"><a name="fb_share" type="box_count" share_url="http://www.ninoweb.org/ricerche-piu-veloci-con-google-instant.html"></a></div><p>E&#8217; apparso quasi per caso, di sicuro inaspettatamente (e senza preavviso) nel browser della maggior parte di voi. Sto parlando di Google Instant, l&#8217;ultima invenzione di Google che dimostra come il settore dei motori di ricerca sia in continua evoluzione.</p>
<p>Basta cominciare a scrivere nella usuale casella di ricerca che contemporaneamente cominciano ad apparire i primi risultati di ricerca. Già anni addietro si erano sperimentate soluzioni simili, ma cosa ha questa di differente?<span id="more-294"></span>In effetti i risultati non sono basati su una ricerca <em>mentre si scrive</em> perché nessuno sarebbe interessato ai risultati di una ricerca incompleta. Quello che appare è il risultato di <em>ciò che si sta cercando</em>, ovvero il motore Google tenta di indovinare il testo completo della vostra query per proporne in anteprima i risultati. I laboratori Google dichiarano un risparmio di 2-6 secondi per ciascuna ricerca.</p>
<p>Al Google Official Blog affermano che questa caratteristica sarà disponibile da subito in molti paesi, per gli utenti che navigano con browser Chrome, Firefox, Opera e possiedono un Google Account. Gli altri dovranno aspettare ancora un po&#8217; di tempo per il deployment definito che prevede, a quanto pare, anche una versione specifica per terminali mobili.</p>
<p>Chi fa la parte del diavolo si è subito chiesto se questa caratteristica possa rallentare la navigazione, anziché migliorarla, perché nuove informazioni vengono continuamente scaricate dalla rete mentre si sta ancora digitando. Google è sensibile anche a questo aspetto infatti dichiara di aver progettato il back-end in modo da trasmettere ai client solo la parte di informazioni della pagina che muta rispetto alla situazione precedente. Inoltre, il traffico di rete è compresso e si stanno approfondendo ulteriori metodi per una ottimizzazione ancora più spinta.</p>
<p>Nonostante tutto, se ancora non sono riuscito a convincervi della bontà di questa soluzione, sappiate che questa funzionalità è disattivabile velocemente usando il menu a discesa accanto alla casella di testo della ricerca, ma sono sicuro che dopo qualche tentativo, non potrete più farne a meno.</p>
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		<title>WordPress 3.0, meno blogging e più CMS</title>
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		<pubDate>Sun, 20 Jun 2010 10:15:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonino Parisi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
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		<description><![CDATA[Appena due giorni fa, dopo un lungo lavoro di testing e un altrettango lungo periodo in beta e release candidate, è uscito finalmente WordPress 3.0. Molte delle novità sono già note al pubblico fin dalle versioni preliminari, ma adesso facciamo il punto della situazione per vedere quanta strada è stata fatta dalla nascita, nel 2003, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div align="right" style="float: right; padding: 0px 0px 5px 5px;"><a name="fb_share" type="box_count" share_url="http://www.ninoweb.org/wordpress-3-0-meno-blogging-e-piu-cms.html"></a></div><p>Appena due giorni fa, dopo un lungo lavoro di testing e un altrettango lungo periodo in beta e release candidate, è uscito finalmente WordPress 3.0. Molte delle novità sono già note al pubblico fin dalle versioni preliminari, ma adesso facciamo il punto della situazione per vedere quanta strada è stata fatta dalla nascita, nel 2003, di questo ambizioso progetto</p>
<p>Secondo Matt Mullenweg, creatore di WordPress, questa piattaforma è installata sul 8,5 % di tutti i siti internet e di per sé è una percentuale notevole; questo significa che circa 20 milioni di utenti sono in attesa dell&#8217;aggiornamento dalla versione 2.9.2 alla 3.0.</p>
<p><span id="more-271"></span></p>
<p>Vediamo adesso le principali novità introdotte in questa nuova versione.</p>
<p><em>MultiUser</em>, per anni è stato un plugin irrinunciabile per alcuni. Adesso è parte integrante del core e ha richiesto al team un lungo ed estenuate lavoro durato un anno. Finalmente sulla stessa installazione sarà possibile eseguire fino ad un numero virtualmente illimitato di blog, a tutto vantaggio della gestione e della manutenzione perché, ad esempio, basta un solo click dal relativo menu per aggiornare i plugin di tutti i blog.</p>
<p><em>Custom Post Types</em>, ovvero l&#8217;introduzione del concetto di tassonomie. L&#8217;amministratore potrà creare categorie personalizzate di articoli: anziché pubblicare solo pagine o articoli si potrà definire un proprio tipo di elemento. Questa funzionalità era precedentemente disponibile grazie a plugin aggiuntivi e solo per categorie specifiche. L&#8217;integrazione nel core apre a scenari di utilizzo inediti, come ad esempio store online, che invece dei post fa da contenitore di &#8220;prodotti&#8221; dotati di campi e parametri utili a scopo di e-commerce, quali prezzo, categoria merceologica e quant&#8217;altro. Da questo punto di vista anche i temi sviluppati potranno personalizzare la vista in base al tipo di contenuto.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-274" title="wp3_cpt" src="http://www.ninoweb.org/wp-content/uploads/2010/06/wp3_cpt.jpg" alt="" width="470" height="270" /></p>
<p><em>Template per autori</em>. Cioè una più semplice personalizzazione del template grafico delle pagine per ciascun autore. Anche questa funzione era precedentemente disponibile solo tramite appositi plugin e adesso è stata integrata nel core.</p>
<p><em>Un nuovo sistema di navigazione</em>. Questa è la caratteristica che più avvicina WordPress 3.0 ad un CMS. Il nuovo sistema dei menu è finalmente multilivello, operazione prima consentita solo dopo l&#8217;installazione di qualche plugin. Inoltre la costruzione del menu è grafica, tramite un apposita GUI del pannello di amministrazione.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-273" title="wp3_menus" src="http://www.ninoweb.org/wp-content/uploads/2010/06/wp3_menus.jpg" alt="" width="470" height="263" /></p>
<p><em>Un nuovo sistema di installazione</em>. Rispetto al precedente, risolverà il noto problema dell&#8217;utente <em>admin</em> e promette di essere ancora più semplice e veloce.</p>
<p>Infine, avremo un nuovo tema di default, <em>TwentyTen</em>, assieme alla promessa di rilasciarne ogni anno uno nuovo.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-275" title="wp3_2010" src="http://www.ninoweb.org/wp-content/uploads/2010/06/wp3_2010.jpg" alt="" width="470" height="260" /></p>
<p>Possiamo certo concludere che adesso saranno sempre meno gli estremisti a pretendere che non si usi WordPress come CMS dal momento che il confine è sempre meno marcato. Qualcun&#8217;altro in rete comincia a interrogarsi su cosa possa riservarci il futuro di WordPress, con uno sguardo ad una ipotetica versione 4.0, ma gli sviluppatori hanno già annunciato di volersi prendere un breve periodo sabbatico lontano, lontano dallo sviluppo WP e teso alla riorganizzazione dei gruppi interni.</p>
<p>Per il momento, dato che la nuova versione è ancora disponibile solo in lingua inglese, siamo in attesa che il puntuale e preciso lavoro della comunità di <em>wordpress-it</em> ci regali quanto prima la traduzione nella nostra lingua.</p>
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		<title>Google offre un po&#8217; di Caffeine</title>
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		<pubDate>Wed, 16 Jun 2010 14:37:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonino Parisi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L&#8217;8 giugno scorso, dal suo blog ufficiale, Google ha comunicato il completamento di un sistema di indicizzazione totalmente nuovo, denominato Caffeine. Questo strumento promette ricerche più efficaci nei contenuti recenti rispetto al vecchio sistema.
E&#8217; evidente che Big G abbia voluto mettere sul piatto una pronta risposta a Bing, il motore decisionale di Microsoft. E sembra [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div align="right" style="float: right; padding: 0px 0px 5px 5px;"><a name="fb_share" type="box_count" share_url="http://www.ninoweb.org/google-offre-un-po-di-caffeine.html"></a></div><p>L&#8217;8 giugno scorso, dal suo blog ufficiale, Google ha comunicato il completamento di un sistema di indicizzazione totalmente nuovo, denominato <em>Caffeine</em>. Questo strumento promette ricerche più efficaci nei contenuti recenti rispetto al vecchio sistema.</p>
<p>E&#8217; evidente che Big G abbia voluto mettere sul piatto una pronta risposta a Bing, il motore decisionale di Microsoft. E sembra possa riuscire a stupirci come siamo ormai abituati.</p>
<p><span id="more-261"></span></p>
<p>In dettaglio, nel proprio blog Google spiega che ha abbandonato il vecchio sistema di indicizzazione che era strutturato a livelli. Ogni livello era aggiornato con una frequenza differente. Il livello più esterno era aggiornato con cadenza bisettimanale, quello più interno richiedeva prima la scansione dell&#8217;intero universo del web. Questo è il motivo per cui dall&#8217;aggiornamento di alcuni siti web era necessario attendere del tempo prima che tali modifiche si riflettessero nelle ricerche tramite Google.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-263" style="border: 1px solid #d3d3d3;" title="caffeine" src="http://www.ninoweb.org/wp-content/uploads/2010/06/caffeine.jpg" alt="" width="500" height="217" /></p>
<p>Il nuovo motore di indicizzazione <em>Caffeine</em>, aggiorna l&#8217;indice globalmente, spazzolando il web in maniera continua e a piccoli passi. In questo modo sarà più facile per l&#8217;utente reperire informazioni pertinenti e in tempo reale come notizie su blog, commenti su facebook e messaggi su twitter.</p>
<p>Dal punto di vista dei gestori di contenuti, questo è un chiaro messaggio a non adagiarsi sugli allori. Non significa che i contenuti di pagine web statiche e di vecchia data verranno dimenticati, ma certamente chi vorrà mantenere una posizione di rispetto nella SERP farà meglio a produrre nuovi contenuti con più frequenza, anche su argomenti di long tail.</p>
<p>I progettisti di Google assicurano che la velocità di Caffeine è strabiliante stimando in centinaia di pagine al secondo la velocità di processamento dell&#8217;algoritmo; inoltre affermano che questa infrastruttura è progettata con uno sguardo al futuro lasciando intendere che possiamo aspettarci altre importanti innovazioni dal colosso di Mountain View.</p>
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		<title>Il WordCamp 2010 a Catania</title>
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		<pubDate>Tue, 08 Jun 2010 21:31:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonino Parisi</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Eventi]]></category>
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		<description><![CDATA[La notizia è già in rete da molto tempo, e non sarò certo io a svelarvela. Il 18 giugno 2010 si terrà a Catania il WordCamp 2010.
Per chi non lo sapesse è un barcamp dedicato a WordPress ossia una nonconferenza ad-hoc, nata dal desiderio delle persone di condividere e apprendere in un ambiente aperto e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div align="right" style="float: right; padding: 0px 0px 5px 5px;"><a name="fb_share" type="box_count" share_url="http://www.ninoweb.org/il-wordcamp-2010-a-catania.html"></a></div><p>La notizia è già in rete da molto tempo, e non sarò certo io a svelarvela. Il 18 giugno 2010 si terrà a Catania il WordCamp 2010.</p>
<p>Per chi non lo sapesse è un barcamp dedicato a WordPress ossia una <em>nonconferenza</em> ad-hoc, nata dal desiderio delle persone di condividere e apprendere in un ambiente aperto e libero. E&#8217; un evento intenso con discussioni, demo e molta interazione tra i partecipanti.<span id="more-252"></span></p>
<p>Il WordCamp di Catania si terrà presso il Palazzo della cultura (o Cortile Platamone), ex convento di San Placido. Uno stupendo monastero restaurato in via Vittorio Emanuele 121 a Catania. Sembra essere la prima volta che un comune concede uno spazio per un Wordcamp.</p>
<p>Essendo un evento unico, che riunirà appassionati, sviluppatori, e ospiti internazionali, quest&#8217;anno vi parteciperò con tutto il mio interesse essendo anche la piattaforma WordPress la soluzione preferita per i siti web da me realizzati.</p>
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		<title>Il posizionamento che ti salva la faccia</title>
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		<pubDate>Tue, 08 Jun 2010 00:48:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonino Parisi</dc:creator>
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		<category><![CDATA[oil spill]]></category>

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		<description><![CDATA[La BP compra la parola chiave "oil" per dirottare gli utenti verso il proprio sito web.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div align="right" style="float: right; padding: 0px 0px 5px 5px;"><a name="fb_share" type="box_count" share_url="http://www.ninoweb.org/il-posizionamento-che-ti-salva-la-faccia.html"></a></div><p>Basta avviare la ricerca per &#8220;oil spill&#8221; sulla versione statunitense di google per accorgersi immediatamente di un fatto curioso: i primi due risultati sponsorizzati reindirizzano direttamente al sito web del colosso petrolifero. Il titolo recita &#8220;Learn more about how BP is helping&#8221; ed è in bella evidenza sopra i risultati organici.<span id="more-240"></span></p>
<p>Un portavoce della compagnia ha confermato al network televisivo ABC che in effetti sono stati acquistate delle parole chiave per rendere l&#8217;informazione più accessibile al pubblico.</p>
<p>Da ABC News ecco le parole di Tody Odone, portavoce BP: &#8221;Abbiamo acquistato alcune parole chiave su vari motori di ricerca tra cui Google per far si che le persone possano conoscere quali sono i nostri sforzi nel Golfo, quali sono le modalità per avviare le pratiche di risarcimento e come possano segnalare le spiagge inquinate e proporsi come volontari&#8221;.</p>
<p>Molti esperti di web marketing criticano però le intenzioni di BP, affermando che controllare quello che la gente trova quando si cercano informazioni sul disastro del Golfo, è solo un altro modo per la compagnia di tentare di risollevare la propria opinione pubblica ormai in declino.</p>
<p>Secondo Kevin Ryan, CEO del Motivity Marketing californiano, alcune ricerche  mostrano che la maggior parte delle persone non è in grado di distinguere un link sponsorizzato (come quelli BP) e uno che realmente proviene da una fonte di informazione.</p>
<p>&#8220;Se lo vedi dal punto di vista della BP, è una mossa brillante&#8221;, dice Ryan, &#8220;l&#8217;alternativa era non fare nulla e lasciare che l&#8217;informazione facesse il suo corso. Ma nei loro confronti c&#8217;è una campagna di informazione talmente negativa che dirigere del traffico verso il loro stesso sito è una grande strategia&#8221;.</p>
<div>
<p>Le parole correlate al disastro, da &#8220;oil spill&#8221; a &#8220;gulf disaster&#8221; o &#8220;BP&#8221; sono rimaste ai primi posti delle ricerche fin dai primi momenti dell&#8217;incidente, ad aprile.</p>
<p>&#8220;Se non avessero comprato quei link che riportano ai loro comunicati, sarebbe stato come lasciare che tutto il resto dell&#8217;universo decidesse da solo&#8221;, continua Ryan. &#8220;E&#8217; una strategia estremamente efficace&#8221;.</p>
<p>Con Google, i risultati a pagamento sono assegnati a chi offre di più.</p>
<p>Scott Slatin, un analista della società di marketing Rivington con sede a New York, stima che la compagnia stia pagando fino a 10.000 dollari al giorno per sostenere questa campagna sulle varie parole chiave.</p>
<p>&#8220;Stanno pagando per agganciarsi saldamente alle prime posizioni per tutte le parole chiave correlate al disastro, semplicemente allo scopo di inserire un messaggio positivo prima di tutte le altre notizie&#8221;, dice Slatin.</p>
<p>Ma per la BP, che qualcuno ha stimato che spenderà miliardi per le operazioni di pulitura legate al disastro, pagare per queste parole chiave è assai importante.</p>
<p>&#8220;Nello schema generale del controllo dei danni in una situazione drammatica come questa, i costi delle parole chiave sono del tutto irrisori&#8221;, continua Ryan.</p>
<p>Inoltre, Ryan fa notare che nessun altra compagnia coinvolta in una simile drammatica situazione per la propria immagine è mai ricorsa a tale stratagemma.</p>
<p>In aggiunta all&#8217;acquisto delle parole chiave, la BP ha anche prodotto uno spot televisivo sui maggiori network statunitensi. Nello spot pubblicitario appare il proprio CEO Tony Hayward che fissa la telecamera e chiede scusa per il disastro: &#8220;BP ha la piena responsabilità delle operazioni di pulitura nel Golfo&#8221;.</p>
<p>Il governatore della Louisiana Bobby Jindal ha criticato la BP per essersi concentrata sulla propria immagine, &#8220;Invece di spendere 50 miliardi di dollari per una campagna pubblicitaria che promette una soluzione alla marea nera, la BP avrebbe dovuto concentrarsi sul reperimento di una vera soluzione e spendere i 50 miliardi per sostenere la nostra gente e le nostre imprese che stanno soffrendo a causa di questo disastro&#8221;.</p>
<p>Ma la campagna stampa della BP non sembra rallentare. Hanno infatti chiesto aiuto al Brunswick Group, agenzia altamente specializzata nel settore, e a Purple Strategies, dirette entrambe da consulenti politici di esperienza.</p>
</div>
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